Capitale Intellettuale, chi era costui?

Breve viaggio alla scoperta della più potente e silenziosa arma di competizione

Arduino Mancini, prefazione di Franco Stefani

tibicon – 2012 – 160 pagg

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Quarta di copertina

Carneade! Chi era costui? ruminava tra sé don Abbondio. Carneade! Questo nome mi pare d’averlo letto o sentito; ma chi diavolo era costui?”

Il capitale intellettuale rappresenta per la gran parte delle imprese italiane ciò che Carneade rappresentava per il curato manzoniano: uno sconosciuto del quale in passato si è avuta notizia, ormai disperso nella memoria.

Questo saggio parla del capitale intellettuale, la principale ricchezza di un’impresa, che prende quasi sempre le sembianze delle persone che lavorano nell’organizzazione; la sua gestione richiede cura, attenzione, tempo, perché esso tende a svanire rapidamente se non lo si aggiorna continuamente e, ove possibile, non lo si protegge legalmente.

Quello che l’autore ci presenta non è lo stato dell’arte di una disciplina complessa ma la sintesi di contributi, articoli, interviste che l’autore ha scritto negli ultimi dieci anni e che oggi rende disponibili, per accompagnare il lettore in un breve viaggio alla scoperta della più potente e silenziosa arma di competizione.

Con l’auspicio che il capitale intellettuale abbandoni la veste del Carneade della gestione d’impresa.

Di seguito puoi trovare i video della presentazione del libro alla libreria Libraccio, tenuta a Monza il 27 maggio 2012. L’opera è stata presentata anche al Salone Internazionale del Libro di Torino (su tibiconvideo, il canale di tibicon su youtube, i video della presentazione).

Introduzione e guida alla lettura

Nel primo capitolo il Lettore troverà un’introduzione al tema del Capitale Intellettuale d’impresa, un richiamo ai principali modelli teorici, una proposta di gestione che pone la strategia aziendale in relazione allo sviluppo della conoscenza. Seguirà l’intervista all’ing. Franco Stefani, presidente e fondatore del Gruppo System, che presenterà svariati esempi di come una media impresa italiana possa assumere una dimensione internazionale proprio facendo leva sull’innovazione.

Nel secondo capitolo troverete il tema del Capitale Umano, del suo sviluppo, dell’individuazione delle competenze strategiche e degli investimenti necessari a svilupparle. Seguono due articoli: il primo esemplifica come l’inadeguata gestione delle persone possa penalizzare in modo sostanziale il risultato dell’impresa, mentre il secondo tocca il tema della creazione di conoscenza nell’era di Internet.

Il terzo capitolo tratta invece della conoscenza in relazione all’organizzazione: argomenti fondamentali la trasformazione del sapere individuale in conoscenza organizzativa e degli strumenti correlati, l’innovazione, l’identificazione e la valorizzazione dei beni immateriali, la gestione strategica della proprietà intellettuale. Seguono due articoli, entrambi focalizzati sull’innovazione: il primo tratta degli strumenti di gestione della conoscenza in relazione ai processi organizzativi che la generano, mentre il secondo si concentra sulla Proprietà Intellettuale fornendo interessanti esempi di gestione collegata alla strategia aziendale.

Nel quarto capitolo ci addentreremo nel complesso mondo del Capitale delle Relazioni, nel quale tratteremo il tema dei tre principali pilastri delle relazioni che un’impresa si trova a gestire: i Clienti, i Fornitori, gli Alleati. Vedremo come tutte le componenti del Capitale delle Relazioni presentino delle peculiarità ma che, specie per ciò che riguarda i Fornitori e le Alleanze, alcuni aspetti peculiari potranno risultare sorprendenti per coloro i quali si accostano per la prima volta al tema. Seguono due articoli: il primo focalizzato sulla partnership Audi-Alcoa per lo sviluppo di un telaio in alluminio per automobili, il secondo sui momenti cruciali della disastrosa alleanza fra Time Warner e AOL.

Nel quinto e ultimo capitolo tireremo le somme di quanto presentato, cercando di immaginare un sentiero possibile per la gestione strategica della conoscenza nelle imprese italiane.

In conclusione a questa introduzione mi fa particolarmente piacere rivolgere un ringraziamento all’ing. Franco Stefani: questi anni di lavoro al servizio delle imprese del Gruppo System hanno avuto un ruolo rilevante nella mia formazione professionale.

A tutti buona lettura.

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INDICE

Prefazione – a cura dell’ing. Franco Stefani, presidente di System SpA e Cavaliere del Lavoro

Introduzione e guida alla lettura – a cura di Arduino Mancini

1. Introduzione al Capitale Intellettuale

1.1 Il Capitale Intellettuale: definizioni, modelli di gestione e reporting

1.2 Esempio di gestione del Capitale Intellettuale dell’impresa.

• Intervista all’ing. Franco Stefani (marzo 2011), fondatore e presidente del Gruppo System (www.system-group.it)

1.3 Gli indicatori del Capitale Intellettuale: riflessioni utili alla lettura dei prossimi capitoli.

2. Il Capitale Umano

2.1. Individuazione delle risorse strategiche

2.2. La valorizzazione del Capitale Umano

2.3. Il ritorno dell’investimento in Capitale Umano

2.4. Gli indicatori del Capitale Umano

2.5. Un ordinario caso di S-Management (del Capitale Umano).

• Articolo di A.Mancini

2.6. Capitale intellettuale e nuova economia.

• Articolo di A.Mancini

3. Il Capitale dell’Organizzazione

3.1. Definizioni e osservazioni

3.2. Il Capitale Strutturale: da sapere tacito a conoscenza distribuita

3.3. Asset Intangibili e Proprietà Intellettuale

3.4. Metodi per la valorizzazione di Asset Intangibilli e Proprietà Intellettuale

3.5. La gestione strategica della Proprietà Intellettuale

3.6. Alcuni indicatori del Capitale dell’Organizzazione

3.7. Knowledge Management, questo sconosciuto

• Articolo di A.Mancini

3.8. La proprietà intellettuale: opportunità o pericolo

• Articolo di A.Mancini

4. Il Capitale delle Relazioni

4.1. Il Capitale Clienti e relativi indicatori

4.2. Il Capitale dei fornitori e relativi indicatori

4.3. Il Capitale delle Alleanze e relativi indicatori

4.4. AOL /Time Warner: analisi di un fallimento annunciato

• Articolo di A.Mancini

4.5. Il fornitore: costo o capitale?

• Articolo di A.Mancini

5. Conclusioni

Allegati A1, A2, A3

Glossario

Bibliografia

 

COME ACQUISTARE IL LIBRO

Vediamo una panoramica della disponibilità del libro in formato elettronico sui principali siti di vendita:

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Il libro non è distribuito in libreria: se trovate un libraio di buona volontà che intende ordinarlo ditegli pure di scrivere a info@tibicon.net.

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{ 11 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Cristina aprile 2, 2012 alle 12:37

Letto in un sol boccone! Ho trovato questo testo molto interessante e ricco di spunti di riflessione.
Lo consiglio vivamente a chi si interessa di Capitale dell’Organizzazione, Knowledge Management, Capitale delle Relazioni e tutto ciò che un’organizzazione può fare affinché il sapere del singolo diventi un bene comune.
La distribuzione del sapere, oggi più che mai, è fondamentale per essere competitivi all’interno di uno scenario globale sempre più complesso ed articolato.
E, come dice l’autore è tempo che “i governi capiscano una volta per tutte che investire nei giovani, nelle donne (in possesso di un livello di scolarizzazione e di un livello culturale complessivamente superiori) e di un sistema scolastico capace di preparare adeguatamente le persone rappresenta non una priorità ma “la“ priorità per la sopravvivenza del paese.”

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Stefania aprile 3, 2012 alle 09:56

Caro Arduino, come ben sai sono completamente al di fuori del settore trattato, ma permettimi di farti le mie congratulazioni per questo nuovo successo. In bocca al lupo, di cuore!

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AM aprile 3, 2012 alle 10:01

Cara Stefania,
aspettiamo a parlare di successo ma intanto mi tengo strette le tue congratulazioni. Credo che questo libro possa essere molto utile a quanti, come te, credono di essere distanti da un tema che, invece, ci tocca tutti da vicino.
Un caro saluto,
Arduino

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Michele Taraschi aprile 4, 2012 alle 16:37

Generare valore implica sapere dove sta la conoscenza, come si mappa e sopratutto come si genera e distribuisce.
Il tuo libro, semplice e diretto, accompagna il lettore in questo percorso.
Top – Down e Bottom – Up; tutti coloro che operano nel contesto organizzativo dovrebbero leggerlo.
Un particolare invito lo faccio anche a tutti i miei colleghi, Direttori Risorse Umane, perchè il futuro del nostro ruolo dipende da noi e da quanto siamo in grado di reinventarci ogni giorno, generare valore, senza restare ancorati ai dogmi del passato.
Buona lettura a tutti
Michele Taraschi
Chief HR Officer

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Carlo Bondioli maggio 2, 2012 alle 08:50

Caro Arduino,
ho trovato il tuo nuovo libro molto interessante e mi permetto di trarne un breve spunto.

In un momento socio-economico come quello che viviamo dagli ultimi 3 anni e poco più, caratterizzato da cambiamenti continui repentini ed imprevedibili, il timore del domani rischia di annullare la visione strategica a favore di una visione tattica orientata unicamente ad obiettivi di breve-brevissimo termine.
Questo impedisce una gestione accorta dell’asset più strategico a disposizione dell’impresa: il capitale intellettuale.
Questo libro, molto azzeccato a mio avviso anche per il momento storico, rappresenta una guida scorrevole per chi si trova a gestire imprese, funzioni, processi in un contesto nebuloso quale è quello che viviamo attualmente.

Un caro saluto, a presto,
Carlo

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Ivan Capuzzo maggio 31, 2012 alle 08:18

Ciao Arduino.
Ci tenevo anch’io lasciare un commento, in quanto nonostante ti abbia conosciuto relativamente da poco tempo, ho potuto apprezzare il tuo entusiasmo coinvolgente per la conoscenza che ti proponi, nei tuoi corsi e adesso anche nei tuoi scritti, di rivelare agli “addetti ai lavori” e non.
Ti farà sicuramente piacere sapere che la sensazione che ho, è che la spinta a tutto ciò venga da un proposito più alto del solo insegnamento circoscritto alla materia manageriale, ma di fatto dalla consapevolezza di poter dare il proprio contributo per un benessere complessivo della società.
Anche per questo che l’acquisto del tuo libro è già nei miei imminenti propositi.
A presto
Ivan

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Maurizio Goetz luglio 26, 2012 alle 08:19

Sono convinto che alcuni temi pubblicati da Web Marketing Tools, comincino ad essere compresi solo ora. Il tema della Conoscenza è stato per tanti anni considerato difficile e ostico, ma è oggi uno degli elementi di vantaggio competitivo. Comprerò il libro.

Rispondi

AM luglio 26, 2012 alle 23:04

Grazie Maurizio, e grazie anche a tutti coloro i quali hanno lasciato un messaggio.
Arduino

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igino manfre' settembre 30, 2012 alle 12:01

Ho appena terminato di leggere il tuo ultimo libro “Capitale Intellettuale …”.
Sicuramente una lettura da consigliare a “chi fa”, vale a dire crea, inventa, costruisce, fa ricerca (quella vera). Potro’ sembrare pessimista, ma ho l’impressione che in Italia ci siano troppi pochi Stefani, e che purtroppo la sua specie — che ha fatto la fortuna di una parte della industra italiana negli anni ’50 e ’60 — sia severamente minacciata (se non estinta) fuori di determinate zone del nostro paese. Mi piacerebbe essere smentito.
Interessante la parte sulla intellectual property/brevetti, anche se probabilmente anche li’ la guerra per la loro difesa non e’ l’unica strategia: vi sono altri modelli (l’open source, il creative commons etc), non imparentati con i metodi finanziari principale causa della attuale crisi economica. E’ necessaria competenza per potersene avvantaggiare, il loro sfruttamento necessita conoscenza. Questo know-how richiede investimenti la cui mancata considerazione puo’ provocare effetti nefasti.
Mi ha invece un poco spaventato la difesa che fai del “just in time”: mi sembra che se mal compreso possa avere severi impatti sulla sostenibilita’ (ecologica) dell’attivita’ industriale nel suo complesso. Il just in time se adottato fuori da “distretti” industriali puo’ avere l’effetto devastante di delocalizzare i magazzini su migliaia di autocarri in perenne circolazione sulle autostrade (e’ noto che da noi i treni non non servono per spostare merci…). Tra l’altro questo rischia di portare la produzione “Out-of-time” nel momento in cui la scure della riduzione dei costi va ad incidere sulla profittabilita’ della logistica.

In ogni caso grazie Arduino.

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Filippo gennaio 31, 2013 alle 18:59

Ho trovato il libro molto interessante e, soprattutto, utile e ricco di considerazioni non solo condivisibili ma, il più delle volte, ignote ovvero note ma colpevolmente ignorate.
La cosa più interessante è l’organicità dell’opera che, in poche pagine, riesce a dare un quadro d’insieme, da tutti i punti di vista, senza rendersi mai noiosa.
Come sai, non sono un Manager ma, come “Giurista d’Impresa” il tuo libro mi è stato comunque molto utile e lo sarà ancor più in futuro, quando sarò chiamato a dare consigli agli imprenditori che assito.
Sarei molto contento se lo leggessero molti “super-manager” pubblici o para-pubblici ed anche alcuni politici perché se i principi che hai esposto fossero applicati, oltre che nel privato, anche e soprattutto nella Pubblica Amministrazione oggi non ci troveremmo nella drammatica situazione in cui siamo.
Situazione che ogni giorno mortifica i “capaci” e premia i furbacchioni, gli scansafatiche e i lestofanti. Applicando quanto hai scritto, questi ultimi verrebbero prontamente “smascherati” e “neutralizzati” a tutto beneficio di quelli che quotidianamente svolgono in silenzio un utile ed oscuro lavoro senza il benché minimo riconoscimento (venendo spesso addirittura additati come stkanovisti e sciocchi idealisti) e, quindi, del Sistema Paese.
Purtroppo, come sappiamo, si tratta di una mera utopia perché, a differenza dell’imprenditore, che fa della massimizzazione dell’utile la ragione primaria della sua attività, nel Pubblico valgono altre regole, regole che con la produttività e la valorizzazione del capitale umano non hanno nulla a che vedere.
Perdona il piccolo “sfogo” ma in questi ultimi tempi ne ho viste e sentite veramente troppe (come credo tutti gli italiani) e leggere le tue pagine mi ha fatto scaturire le considerazioni che ti ho sopra esposto, facendomi ribollire il sangue (specialmente dopo il terrificante salasso fiscale della fine del 2012).
Grazie ancora.
Un caro saluto
Filippo

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Laura febbraio 19, 2013 alle 19:28

Arguto, brillante e soprattutto utile. Consiglio la lettura di questo straordinario libro a tutti, perché presenta spunti di riflessione davvero interessanti. Grazie Arduino!!!

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