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Malati di benaltrismo

8 Giugno 2011 | di Arduino Mancini Domande, Ascolto, Comunicazione (in)efficace

Può definirsi benaltrismo la tecnica di comunicazione adottata da chi, trovandosi di fronte alla tesi sostenuta da uno o più interlocutori in merito a uno specifico tema in discussione, evita di affrontare compiutamente l’argomento motivando il suo atteggiamento con il fatto che esisterebbero “ben altre questioni più importanti da affrontare”.

Vediamo due esempi.

Ridurre i costi di trasferta? Abbiamo bel altro da affrontare, come ad esempio il contenimento del costo del lavoro.

La disoccupazione giovanile? Prima dobbiamo occuparci dei padri di famiglia, ben altro problema rispetto a giovani che in un modo o in un altro se la cavano.

Quali sono gli effetti del benaltrismo? E quando è opportuno ricorrervi?

Diciamo subito che il benaltrismo consente, a chi lo adotta e/o riesce a imporlo come tecnica di comunicazione, di evitare di affrontare il tema in discussione e spostare nel tempo la soluzione dei problemi.

Potete quindi impiegarlo consapevolmente quando volete uscire dall’angolo di una conversazione scomoda, “buttandola in caciara”, magari alzando i toni e adottando una comunicazione non verbale coerente con i propri scopi (gestualità accentuata, sguardo rivolto altrove, sorriso ironico accennato, …).

Altrettanto consapevolmente potete riconoscerne l’impiego da parte dell’interlocutore, che sta cercando di uscire dall’angolo di una conversazione che lo vede in difficoltà per via della debolezza delle sue argomentazioni e della minore abilità nel mantenerne il controllo: in quel caso “tenere botta” e impedire qualunque divagazione accrescerà notevolmente la probabilità di raggiungere i vostri scopi.

Il benaltrismo diventa davvero pericoloso quando entrambe le parti ne fanno uso sistematico senza rendersene compiutamente conto: il dialogo perde tono fino a trasformarsi in un maglione infeltrito, o in una maionese impazzita se vi pare, in un qualcosa difficilmente utilizzabile a qualche scopo.

La comunicazione benaltristica è sempre più diffusa (seguite un talk show qualunque e mi saprete dire) e caratterizzata da voci che si sovrappongono, mancanza di ascolto, autoreferenzialità, disinteresse per ciò che l’altro ha da dire, dissipazione di energia.

E da problemi che rimangono irrisolti.

Come uscirne? L’unica via che conosco, e che ho sperimentato con successo, è quella di riconoscere il benaltrismo al suo manifestarsi e combatterlo: accettando la fatica di affrontare i problemi e dare loro soluzione.

Tu cosa ne pensi?

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