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Vuoi fare un esercizio per migliorare l’ascolto?

14 Ottobre 2011 | di Arduino Mancini Domande, Ascolto, Comunicazione (in)efficace

Mantenere la concentrazione durante l’ascolto sta diventando sempre più difficile per tutti noi e l’ascolto consapevole, quello che ci fa apprezzare pienamente il messaggio dell’interlocutore e ci permette di intraprendere le azioni conseguenti, diventa sempre più raro e difficile.

Anche da parte nostra.

Perché ci rendiamo conto facilmente del fatto che le persone non ci ascoltano ma tendiamo a essere meno consapevoli della scarsa attenzione che prestiamo alle parole altrui.

Nella figura ho riportato solo alcune delle cause che compromettono la qualità dell’ascolto consapevole: se siete d’accordo che l’ascolto consapevole abbia forte influenza sulla qualità della vita allora non vi sembrerà una cosa fuori dell’ordinario provare ad esercitarlo.

In questo periodo sto tenendo una serie di corsi sull’ascolto e ho proposto ai partecipanti un semplice esercizio che può aiutarvi a riconquistare gradualmente la consuetudine all’ascolto e accrescere l’ascolto consapevole.

Ecco a voi la descrizione.

Mantenete per 5 minuti la concentrazione nel riconoscere, una per una, le sorgenti sonore dell’ambiente che vi circonda.

Le occasioni per esercitarvi in ambienti con più sorgenti sonore non mancano davvero: un bar, la vostra casa, il supermercato, un ristorante faranno al caso vostro.

Potete fare l’esercizio non appena potete, con durata crescente da 2 a 5 minuti se vi aggrada.

L’esercizio vi aiuterà a:

  1. migliorare la capacità di distinguere una sorgente sonora in presenza di una pluralità di fonti diverse;
  2. migliorare la consapevolezza dell’ascolto e quindi la concentrazione che impiegate in una conversazione.

Dimenticavo: fatemi sapere com’è andata!

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Commenti
Sara 25 Ottobre 2011 0:00

Caro Arduino,
molto interessante l’esercizio che proponi: non mancherò di sperimentarlo. Forse sto andando “fuori tema”, come ci accusavano a scuola, ma il tuo esercizio mi ha fatto venire in mente una bella abitudine che sono riuscita ad acquisire da qualche tempo grazie al lavoro e ad una passione personale: cerco sempre di concentrarmi sugli odori che sento nell’ambiente in cui mi trovo, cercando il più possibile di distinguerli uno ad uno e di individuarne la sorgente: l’olfatto, come l’udito, è un senso che ha perso importanza rispetto alla vista in una società dell’immagine come la nostra, ma che può regalare emozioni (e ricordi!) davvero speciali!
Grazie come di consueto per condividere con tutti la tua arguzia.
Buon lavoro,
Sara

AM 25 Ottobre 2011 0:00

Cara Sara,
arrossisco e rispondo. Ma quale fuori tema, sei andata proprio dove mi sarebbe piaciuto vedere arrivare le persone. la tua si chiama consapevolezza, una delle cose più preziose.
Fatti viva più spesso!
A presto leggerti, Arduino

antonella 23 Novembre 2011 0:00

caro Arduino, bell’esercizio interessante, stuzzicante ed utile se rapportato alla nostra sempre più bassa capacità di ascoltare, e non mi riferisco solo ai “suoni”, ma anche agli umori delle persone che ci circondano.Anche a causa di quei fattori che hai individuato vi è mai capitato di continuare a vedere una persona davanti a voi che parla e non “guardarla” perchè un problema, una urgenza, un pensiero vi attanaglia e vi fa perdere la concentrazione?anche nell’ambiente di lavoro è necessario tutto ciò,quindi ben vengano esercizi che ci aiutano a riappropriarci di sensazioni e sentimenti, suoni e non rumori, ecc. grazie antonella

AM 24 Novembre 2011 0:00

Grazie a te Antonella, mi piace l’idea di unire l’ascolto a un complesso di segnali non verbali.
Ti consiglio questo link, sono sicuro che apprezzerai.
https://www.tibicon.net/2011/11/esercita-il-tuo-ascolto-a-capri-sul-monte-solaro.html
A presto leggerti,
Arduino

Pachicefalo 24 Novembre 2011 0:00

Interessante, un po’ come applicarsi per scoprire le differenti nuances in un vino. Ho visto uomini raggiungere il Satori semplicemente percependo il profumo di lampone in un bicchiere di Ribolla Gialla! Riconoscere gli strumenti che suonano in un’orchestra non è così semplice. Ottimo esercizio, ottimo suggerimento!

AM 25 Novembre 2011 0:00

Caro Pachicefalo,
ci sono uomini (uomini?…) che non riescono ad astrarsi da ciò che è codificato. Tu evidentemente, sei uno di quelli. D’accordo, da un Ribolla Gialla non può venire fuori il profumo di lampone. Ma perché non lasciare ad altri la capacità, che evidentemente a te manca, di astrarsi dalle cose terrene?
Torna a trovarci, ma solo quando sarai pronto a esperienze di degustazione meno banali.
A non tanto presto leggerti!
Arduino

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