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Chiedere o non chiedere l’aumento di stipendio?

2 Gennaio 2012 | di Arduino Mancini L'aumento di stipendio

 

3.3

Sono fra quelli che l’aumento non hanno mai amato chiederlo, ma non sono certo di aver sempre fatto la cosa giusta.

C’è una regola valida per tutte le circostanze?

Come al solito direi di no, per cui è difficile suggerire un comportamento per tutte le occasioni.

Di una cosa sono certo.

Esista una nutrita schiera di capi per i quali le persone acquisiscono dignità di esistenza solo quando diventano un problema: per loro meglio dare un aumento di stipendio a uno che lo chiede piuttosto che darlo a chi non ha posto il problema.

E questo indipendentemente dal merito.

Come hai detto? Quelli bravi tendono a perdere motivazione e, magari, anche a guardarsi intorno?

Ma allora non hai capito che quando se ne vanno quelli bravi per i capi è meglio…?

 

Trovi il post anche nel libro Palmiro e lo (s)management delle Risorse Umane – Tattiche di sopravvivenza aziendale.

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Commenti
Simone 2 Gennaio 2012 0:00

Buongiorno Arduino,
non sono un capo e non ho mai dovuto dare un aumento di stipendio, ma credo che sia davvero una cosa difficile.

Ho visto dare aumenti di stipendio solo per anzianità… nel senso che il semplice passare degli anni fa crescere lo stipendio della persona. Risultato? Persone che fanno da anni la stessa medesima cosa che a 50 anni guadagnano molto di più del dirigente che li coordina.

Ho visto dare aumenti di stipendio ai “rompiballe”. Risultato? Il rompiballe continua a fare lo stesso lavoro di prima e dopo 6 mesi / 1 anno torna alla carica.

Ho visto dare aumenti di stipendio a persone che minacciavano di andare via. Risultato? La persona prende l’aumento di stipendio e continua a guardarsi intorno.

Secondo me l’aumento di stipendio dovrebbe andare di pari passo con la crescita professionale della persona. Se una persona cresce professionalmente e fa un lavoro più qualificato rispetto a quello per cui è stata assunta è giusto che venga ripagata per ciò che dà; altrimenti il rischio è che vada a prendere quello che si merita altrove.

Grazie per lo spazio concesso e buon anno a tutti.

P.s. non ho mai chiesto un aumento di stipendio, ma sono andato più volte altrove : )

AM 3 Gennaio 2012 0:00

Ciao Simone,
il tuo caso è esemplare e le storie che racconti sono diffuse.
Tu, implicitamente, parli del processo per la gestione integrata del personale che contribuisce a trattenere le persone chiave.
Attività e processi tristemente poco impiegati in italia.
A presto leggerti,
Arduino

Davide 7 Gennaio 2012 0:00

Arduino,
personalmente non ho mai chiesto un aumento e anch’io non sono sicuro di avere fatto sempre la cosa giusta.
A mio parere bisogna sapere “cavalcare i tempi” senza però calcare la mano…..cioè: la fase economica attuale porta ad un generico ridimensionamento delle spese aziendali e quindi anche del personale. Ci sono persone che, con diversi stratagemmi, sono riuscite ad ottenere stipenti particolarmente onerosi e ora si trovano a 50 anni con ancora almeno 10 anni da lavorare, uno stipendio alto e una professionalità in parte obsoleta: non vorrei essere al loro posto.
Personalmente chiederei all’azienda di acquisire competenze che mi facciano crescere poi penserei all’aumento.
E’ sempre un piacere,
buon anno!
Davide

Claudia 8 Gennaio 2012 0:00

Buongiorno e Buon anno !
Sono davvero tanti anni che lavoro e ho avuto la grande fortuna di fare un percorso professionale sempre in salita; quando ho ritenuto che fosse il momento giusto (cercando di capire se avevo , con il mio lavoro , portato “valore” all’azienda )
ho chiesto l’aumento , un paio di volte a dirla tutta .
Non userei mai l’arma del ricatto ( o l’aumento, o me ne vado)
1°) perche non sarei capace di passare 8 ore del mio tempo in un posto che non mi stimola
2°) perche so bene che cio’ che io faccio puo’ essere fatto da altri , magari meglio o magari peggio , ma la malefica frase “nessuno e’ indispensabile” corrisponde a verita’.

Al dubbio posto da Lei , caro Arduino :
La persona brava tende a perdere motivazione e, magari, anche a guardarsi intorno?
mi sento di dire che si , lo ho visto succedere tante volte e questo perche oltre all’essere bravi serve un po la “faccia di bronzo” e il coraggio .
Vero e’ pero’ che uno bravo possiede un valore che gli verra’ sempre utile …la faccia di bronzo non sempre e’ indispensabile…
Buona giornata

AM 8 Gennaio 2012 0:00

@Davide e @Claudia
Grazie degli auguri, graditi, specie se da commentatori assidui e direi anche appassionati del blog.
Il vostro intervento, oltre a individuare l’opportunità di un intelligente tatticismo (che non guasta mai…), è tutto focalizzato sulla competitività della competenza acquisita nel contesto dell’organizzazione della quale lavorate.
Che è quella che conta nel lungo periodo. me ne compiaccio.

PS: @Claudia. Il “tu” governa la comunicazione in tibicon: non vorrai mica farmi venire il mal di testa, vero?

silvia 9 Gennaio 2012 0:00

Ciao,
non ho mai chiesto l’aumento perchè ho sperato fino ad ora che l’azienda potesse decidere di sua spontanea volontà di concederlo;
in realtà mi sono resa conto che non è cosi perchè dare un aumento a chi lo merita presuppone una valutazione e conoscenza del lavoro del propio dipendente, che non tutti i capi hanno.
Gli aumenti vengono dati a chi li chiede constantemente ogni anno, e quindi rompe le scatole!
è giusto imparare a chiedere (e per quanto mi riguarda a sconfiggere l’imbarazzo) nel momento opportuno.
silvia

Roberto 9 Gennaio 2012 0:00

Concordo con Silvia.
Sono fermamente convinto del fatto che in questo, ed in altri casi, convenga chiedere!
La richiesta garbata e motivata di un aumento, porta sulla scrivania del capo (o spesso del capo del capo) un problema che deve essere risolto e fornisce, al tempo stesso, lo spunto per valutare l’operato di dipendenti a volte dimenticati.

Un saluto.

Anonimo 24 Marzo 2016 0:00

Buon giorno,
questa volta parlo di me, quindi in maniera anonima. Lavoro da 15 anni nella stessa azienda e, apparentemente con il medesimo ruolo, in un reparto di 10 addetti circa, senza aver mai avuto aumenti.
Va da se che, piano piano, credo di aver acquisito competenza e professionalità.
Il problema è che a seguito di varie ristrutturazioni aziendali, turn-over e movimenti vari, mi sono ritrovato ad essere la seconda persona con piu’ esperienza, ma soprattutto i colleghi arrivati ben dopo di me, qualcuno anche recentemente, a cui insegno il lavoro e correggo gli errori, sono stati riciclati da “rami secchi” di azienda dismessi in cui avevano ruoli e stipendi di responsabilità (che, giustamente, gli sono stati mantenuti).
In pratica mi ritrovo ad essere il piu’ esposto ai cazziatoni quando il reparto fa qualche errore, essendo tra quelli con piu’ esperienza, ma ad essere il meno pagato di tutti come lordo mensile ma anche il piu’ insignificante come livello di inquadramento.
In altre parole dal 1 al 26 e dal 28 al 31 del mese sono tra quelli con piu’ responsabilità (specialmente in caso di errori del reparto, che avrei dovuto controllare e vorreggere), mentre il 27 sono il più idiota.
Ogni volta che ho provato a chiedere l’aumento mi hanno detto che lo stipendio è quello del mio ruolo e se, soltanto dopo, facevo cenno all’inquadramento degli altri, mi veniva detto (probabilmente giustamente) di pensare al mio e non guardare gli altri.
Sto sinceramente pensando di mandare tutto in vacca, nel senso di far bene il MIO lavoro ma se gli altri con meno esperienza (ma piu’ pagati di me) fanno qualche errore, lasciar perdere e aspettare di essere cazziato (in maniera orale o formale) per rispondere per le rime.
Naturalmente quella che stai leggendo è solo la mia versione dei fatti, dovresti sentire anche l’altra campana, ma questo non è possibile (potrebbe anche essere che sia io un idiota presuntuoso e sopravvaluti il mio lavoro, ma in questo caso allora farei bene a non correggere gli altri: se guadagnano piu’ di me significa che sono piu’ bravi di me, quindi non ho nulla da insegnare loro)

    AM 24 Marzo 2016 0:00

    Caro Anonimo,
    il tuo commento è uno sfogo che posso capire: la tua situazione non è poco comune.
    Ora, proviamo a essere costruttivi.
    Prova a rispondere ad alcune domande:
    – quali strategie hai messo in pista per ottenere l’aumento?
    – ti sei limitato a chiedere?
    – che cosa hai fatto per far percepire l’importanza del tuo lavoro?
    – che cosa succederebbe se domani tu andassi via? se ne accorgerebbero? Quali difficoltà o problemi insorgerebbero?
    – hai mai provato a osservare la tua situazione dall’esterno, con gli occhi di un estraneo? Che cosa penseresti?
    Prova a rispondere e, soprattutto, concentrati sull’ultimo esercizio.
    A presto leggerti,
    Arduino

Trizio 30 Settembre 2016 0:00

Buonasera, io ho chiesto un aumento nel mese di maggio dell’anno scorso, mi è stato detto:
1) guarda ci hai anticipati, avevamo già preso in mano la tua situazione…
2) parliamo con il consulente del lavoro e vediamo cosa si può fare
3) non preoccuparti sistemiamo tutto

Da lì il vuoto, chiedo lumi a luglio e mi rispondono ” il consulente del lavoro sta vedendo”….chiedo lumi a settembre e arriva la stessa risposta…

Lascio perdere sfiduciato e ad aprile di quest’anno mando un whatsapp ai due titolari dove chiedo un colloquio in forma privata con loro due….ebbene, NON MI HANNO MAI RISPOSTO PUR AVENDO LETTO IL MESSAGGIO…FANNO FINTA DI NIENTE…

Premetto che:
1) ho 17 anni di anzianità aziendale
2) sono un progettista meccanico di impianti industriali e seguo anche commesse di svariate centinaia di migliaia di euro…
3) NON mi pagano mai gli straordinari perché ho il super minimo
4) ho più di 900 ore residue di ferie e permessi in busta paga
5) ho tante e forse troppe responsabilità….
6) mi faccio il mazzo a differenza di alcuni colleghi
7) i cazziatoni in ufficio arrivano sempre a me perché ” sono il più vecchio lì dentro ”
8) gi ultimi arrivati che fanno forse la metà di quello che faccio io prendono molto più di me…

È frustrante ed avvilente, dopo 17 anni e dopo aver dato all’azienda tutto quello che avevo non mi considerano nemmeno, nemmeno degnato di una risposta….

Domanda, cosa faccio ora? Come mi comporto? Loro comunque continuano a pretendere, pretendere e pretendere….

So di valere molto di più di quello che percepisco ma ora sono impantanato in questa situazione è non so come uscirne….

AIUTO, accetto volentieri consigli e suggerimenti…grazie mille

    AM 3 Ottobre 2016 0:00

    Ciao Trizio,

    innanzitutto esprimo la mia solidarietà per la situazione nella quale ti sei venuto a trovare.

    Veniamo al sodo.

    Dalle tue parole sembra emergere che la gestione del personale non sia uno dei punti di forza dell’impresa per la quale lavori: sembra esserci consapevolezza del fatto che l’aumento di stipendio sia nelle cose, ma la volontà di dartelo latita.

    E tutto questo si concretizza con l’irritante balletto della fuga davanti a un confronto adulto e responsabile: spettacolo poco edificante.

    Peraltro, dalle tue parole sembra che tu ti senta legato mani e piedi a quest’azienda e si direbbe che tu non abbia tentato fin qui di cercare alternative. È così?

    La domanda sorge spontanea: come si è creata questa situazione? Ci sono stati segnali che ti hanno fatto intuire la situazione che si stava delineando? Che cosa hai fatto per uscirne?

    Senza altre informazioni trovo complicato suggerire una strategia, che ti suggerisco di definire dopo esserti chiarito le idee su ciò che davvero cerchi: un aumento e basta? Un ambiente di lavoro che ti valorizzi? Uno sviluppo professionale degno di questo nome?

    Cercherei prima di rispondere a queste domande, poi di definire una strategia.

    Se può esserti utile, leggi l’indice del mio libro e, se ti interessa, acquistalo: sono certo che potrà offrirti utili spunti di riflessione.

    https://www.tibicon.net/libri/palmiro-smanagement-strategia-tattiche-sopravvivenza

    Grazie del commento e a presto leggerti.

    Arduino

      Trizio 4 Ottobre 2016 0:00

      Buongiorno, è proprio vero, sono legato mani e piedi a questa azienda, i motivi sono tanti.
      Uno su tutti il lavoro e la mansione che svolgo, non potrei chiedere di meglio…ciò che faccio e ciò che gestisco mi piace da morire, al giorno d’oggi è un valore aggiunto.
      Lavorare non mi pesa, anzi, per me venire a lavorare è come andare a fare una passeggiata, tutto ciò è dovuto al fatto che come detto amo ciò che faccio.
      Il mio “errore” nel tempo (negli anni direi) è stato di essere sempre presente, sempre accondiscendente, una sorta di yes-man.
      Ad oggi però tutto questo si sta accumulando, loro sanno che faccio e mi faccio il mazzo, mi caricano come un mulo perché dico sempre di sì, perché sono sempre disponibile, perché non mi tiro mai indietro.
      Pensi che se devo fare delle commissioni, visite o quant’altro cerco sempre di farle dopo le 18 per non mancare al lavoro….permessi non li prendo mai, ferie non le prendo mai (solo la chiusura ad Agosto) ed ecco che ho accumulato più di 900 ore residue!
      Ho sì il superminimo, però alla luce della mansione attuale meriterei di più, molto di più.
      Come detto nel commento precedente ho chiesto colloqui ma non ne sono mai venuto a capo, ora non so come gestire questa situazione, loro non possono fare a meno di me (dopo 17 anni di anzianità aziendale “mi muovo” a lavoro come fossi a casa mia…) e io non posso fare a meno di questo lavoro.
      Sono attaccato a casa, mi gestisco come voglio, non ho “orari”, non ho vincoli e posso muovermi come meglio credo.
      Mi danno tanta fiducia perché sanno che il lavoro viene sempre portato a termine, ecco perché godo di una libertà totale….
      Alla fine io vorrei solo l’aumento, non desidero niente altro…certo è che questa situazione come detto è frustrante, colleghi che fanno molto meno di me prendono di più, fanno ferie, non hanno incombenze responsabilità ecc ecc…io mi faccio il mazzo e cerco addirittura di “tappare” i buchi lasciati dai colleghi.
      Praticamente lavoro come se l’azienda fosse mia!
      La domanda che le porgo o i consigli che le chiedo sono orientati a capire come muovermi per avere questo benedetto colloquio che poi si tramuti in un aumento.
      In questa azienda siamo partiti anni fa che eravamo in 6 (4 operai e due titolari) ora siamo una trentina di persone e lavoriamo in tutto il mondo, l’ascesa è stata fulminea, e io ho fatto tutta la trafila dal basso (quando siamo partiti) ad oggi che siamo leader nel nostro settore…

      P.S: il libro l’ho già acquistato venerdì scorso, in teoria mi arriva oggi!

      Grazie per le sue dritte e buona giornata.

AM 5 Ottobre 2016 0:00

Ciao Trizio,
credo che un po’ di sana riflessione non possa che giovarti.
Fatti vivo dopo la lettura del libro.
Palmiro porta pensiero… 🙂
Buona giornata,
Arduino

Trizio 5 Ottobre 2016 0:00

Buonasera, libro arrivato! Mi ci tuffo a capifitto cercando di capire dove ho sbagliato e soprattutto dove sbaglio…a presto!

Trizio 9 Ottobre 2016 0:00

Buongiorno, libro finito e chiarezza acquisita.
Quando sono arrivato al capitolo dimissioni ho visto ed ho capito cosa sono….sono incontrovertibilmente un soprammobile, un invisibile, una statua che è li in ufficio a smazzarsi, lavora, non si lamenta, fa anche ciò che non gli compete per “tappare i buchi” ed inoltre ha un senso del dovere talmente alto che non sta mai a casa dal lavoro per non “perdere il passo”.
Ora, alla luce del mio essere “soprammobile”, invisibile, colui che “tanto dove volete che vada”…come far capire a chi di dovere che non sono un soprammobile? Che ci sono pure io? Che è giusto che mi venga data la possibilità di un colloquio per discutere il mio contratto?
La tattica della lettera di dimissioni la escluderei, se decido di andarmene me ne vado e basta.
Grazie e complimenti per il libro, sicuramente lo rileggerò!

AM 11 Ottobre 2016 0:00

Ciao Trizio,
ti suggerisco di lascia decantare e riflettere prima di definire una strategia.
Intanto, perché non lasci il tuo commento a Palmiro?
http://bit.ly/palmiro
A presto leggerti,
Arduino

Trizio 11 Ottobre 2016 0:00

…eh io lascio decantare…ormai sono un esperto in questo, il tempo porterà consiglio, o almeno lo spero.
Buona serata

Trizio 10 Dicembre 2016 0:00

Buongiorno, visto che il colloquio personale è praticamente impossibile averlo ho deciso che la prossima settimana invierò una mail ai due titolari dove chiederò lumi sull’indifferenza avuta e sulle probabilità di avere un aumento vista la mia situazione. Mi farebbe piacere fargliela leggere, c’è modo di poter inviargliela? Secondo lei una bella mail ( non è provocatoria, anzi è ben scritta e senza attacchi diretti…) con la mia situazione REALE può essere una buona idea?

AM 21 Dicembre 2016 0:00

Ciao Trizio,
scusa se rispondo solo ora ma un periodo felicemente terribile mi ha portato a trascurare il blog.
Mi auguro che tu non abbia mandato la lettera, perchè a mio avviso tutto ciò che arriva prima delle vacanze scorre via senza lasciare traccia.
Certo che puoi inviarmi la lettera: puoi addirittura postarla come commento e prendere i commenti di tutti noi.
Lascio a te la scelta: in ogni caso, siamo tutti con te per aiutarti a definire una strategia vincente.
Intanto auguri: la fortuna non esiste, ma spesso chi commenta su tibicon raggiunge i suoi obiettivi.
Auguri!
Arduino

Trizio 21 Dicembre 2016 0:00

Buongiorno, si figuri per il ritardo nella risposta, anzi, le sono grato che dedichi del tempo anche per me.
Le lascio la lettera che NON ho ancora inviato appunto perché desideravo avere un suo parere in merito, eccola qua:

“Ciao, riguardo a questa richiesta non si è più saputo niente dal consulente del lavoro?
Nelle ultime due buste paga sono stati messi gli straordinari come “Str. Compr. In prem. Ass.” che presumo significhi che tutti gli straordinari sono intergrati nel premio assorbibile…della serie se in un mese faccio 0 ore o 30 non cambia niente, il mio emolumento rimane invariato.
In data 12/10/2009 avevamo fatto la variazione di inquadramento concordando una retribuzione fissa pari a 1800,00 euro mensili netti (euro più euro meno….), ora mi ritrovo dopo 7 anni (e con un incarico maggiore sia come responsabilità sia come professionalità) con 100 euro in meno in busta paga, 900 e passa ore residue tra ferie e permessi e in più gli straordinari non riconosciuti.
Anni fa finivamo il venerdì alle 13:30 e il cumulo mensile di straordinario era irrilevante per cui trovavo giusto rimanesse tutto com’è, ad oggi però dopo 7 anni dalla variazione di inquadramento le cose sono un po cambiate….
Se per caso faccio una mensilità a 0 ore di straordinario e una a 30 e più ore non cambia niente nonostante le ore in più…non mi sembra giusto.
Tra l’altro penso di essere l’unico che quest’anno per non rimanere indietro con il lavoro non ha preso la terza settimana supplementare di ferie.
Al colloquio e anche via mail mi era stato detto che si “stava vedendo” e si aspettava di sapere qual’era il metodo migliore per questa richiesta.
E’ passato un anno e mezzo e non ho mai saputo niente, ad Aprile di quest’anno vi avevo chiesto un incontro via whatsapp e non ho mai ricevuto nessuna risposta.
Senza chiedere la luna non si potrebbero semplicemente retribuire le ore di straordinario in busta paga?
Così se faccio 0 prendo 0, se faccio 5 prendo 5 e così via…mi sembra una richiesta plausibile considerando anche il fatto che il premio assorbibile e gli straordinari in teoria viaggiano su due strade diverse.
Dalla variazione di inquadramento nel 2009 ad oggi ho “lasciato per strada” quasi 1600 ore di straordinario non retribuito….
Se poi il vostro parere alla mia richiesta è negativo pazienza ma fatemi almeno saper qualcosa, mi è dispiaciuto non ricevere mai nessuna risposta dopo 17 anni che si lavora insieme.
Ovviamente se volete parlarne di persona tutti e tre insieme io sono sempre disponibile.
Grazie fatemi sapere cosa ne pensate.”

Questa è la lettera che ho preparato, riassume in pieno e realmente la mia situazione, senza fronzoli e senza esagerazioni.
Grazie per i suoi consigli e grazie anche agli eventuali utenti che vorranno esprimere un loro parere.
Auguri di buone feste!

AM 9 Gennaio 2017 0:00

Ciao a tutti e bentornati al lavoro.
Allora, vogliamo dare una mano a Trizio?
Che ne dite della sua lettera per chiedere un aumento di stipendio?
Non mi lascerete solo ad aiutarlo, vero?
A presto leggervi,
Arduino

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