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Più facile, giocare a scacchi!

26 Ottobre 2012 | di Arduino Mancini Formazione

È un bel po’ che non scrivo di scacchi e, lo confesso, un po’ mi mancano.

Allora ho deciso di scrivere due righe che ho in mente da tempo su un atteggiamento che riscontro con preoccupante frequenza.

Conosci le regole degli scacchi?

La partita si gioca con una scacchiera con 32 case, come quella in figura, con la casa bianca è invariabilmente a destra.

Ciascun giocatore ha a disposizione 16 pezzi, di colore bianco o nero:

  • un re;
  • una regina;
  • due alfieri;
  • due cavalli;
  • due torri;
  • otto pedoni.

Ciascun pezzo può compiere mosse definite da un regolamento noto e le regole che governano lo svolgimento della partita sono chiare.

Semplice, vero?

Neanche un po’, perché gli scacchi rappresentano uno dei più complessi giochi di strategia; uno di quei giochi nei quali durante la partita non ti verrebbe in mente di smettere, anche solo per un momento, di formulare un certo numero di ipotesi circa le possibili reazioni dell’avversario a una nostra mossa.

Eppure, nella vita di tutti i giorni giochiamo partite ancora più complesse, nelle quali il campo di azione non è delimitato da 32 case e i confini sono poco definiti; inoltre, il numero dei giocatori  non è sempre chiaro e ciascuno di loro può decidere di apportare modifiche alle mosse consentite al singolo pezzo senza alcun preavviso, cambiando le regole anche unilateralmente.

Una complessità che affrontiamo con un atteggiamento riflessivo, concentrati su noi stessi e sulle nostre esigenze, con la pigrizia che ci impedisce di formulare più di una stiracchiata ipotesi circa il comportamento altrui.

Hai anche tu la stessa impressione?

Se sì, a cosa attribuisci questo atteggiamento?

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Commenti
Claudia 27 Ottobre 2012 0:00

Buonasera ;
mio nipote ha preso la patente …
Tutti in famiglia sono partiti a fargli delle prediche apocalittiche , l’unica cosa che gli ho detto io invece e’ stata: il difficile non sara tanto guidare bene ; ma dovrai contemporaneamente prevedere come guideranno gli altri che incontrerai sulla tua strada, ma ce la farai , perche gli altri hanno lo stesso tuo problema….
Inevitabilmente noi compiamo delle azioni , che possono essere contrastate da azioni di altri e l’imprevisto e’ parte del gioco .
Chi ha soldi e potere pensa di avere carte migliori in mano ma non e’ cosi perche c’e’ sempre il fattore imprevisto.
Non so giocare a scacchi , ma so che le partite possono durare ore…ore passate a costruire mosse immaginate nella testa e a prevedere azioni e reazione dell’avversario .
Credo che le epoche delle strategie siano finite ,adesso e’ tempo di interpretare le parti senza copioni scritti .
E sara’ bellissimo ! ;o)

AM 28 Ottobre 2012 0:00

Non sono certo di aver capito il senso del tuo commento ma credo che l’idea di imparare a giocare a scacchi sia uno spauracchio :-).
Di una cosa sono profondamente convinto: l’epoca della strategia non è anciora cominciata perché quello che tendiamo a fare sempre, purtoppo, è andare avanti per tattiche.
La strategia richiede pensiero, la tattica è spesso la prima cosa che ti viene in mente.
Quello che facciamo, troppo spesso, è pensare che una persona o un sasso abbiano la stessa reazione e questo genera una serie spesso incontrollata di problemi.
Grazie Claudia, come sempre preziosa.
A presto leggerti,
Arduino

    Claudia 28 Ottobre 2012 0:00

    ..sto ridendo ….
    hai perfettamente ragione , gli scacchi sono una meta per me inimmaginabile.
    Non perche nn sarei capace di imparare a giocarci,ma perche nn riesco a prestare attenzione a lungo ad un solo argomento..e nn brillo per disciplina o metodo.
    :o)
    tue frasi :
    “..La strategia richiede pensiero,
    la tattica è spesso la prima cosa che ti viene in mente..”
    mi sto concentrando su queste due affermazioni…sii paziente ma ho dei dubbi in merito..
    la strategia richiede esperienza in campo: il pianificare una azione per produrre un risultato voluto in base a prove gia’ sperimentate; questa e’ strategia secondo me.
    Anche una tattica credo che debba essere ponderata..nn la vedo molto come la prima cosa che viene in mente .
    Paragonare la vita alla complessita degli arzigogolati ragionamenti mentali che deve fare un giocatore di scacchi
    per prevedere le mosse del suo avversario, sarebbe possibile solo se dovessimo prenere le decisioni per la vita di qualcun altro , non per noi ..e allora potremmo si usare strategie e tattiche ( come ad esempio hanno fatto i grandi condottieri) ma quando siamo noi a subire il risultato delle ns azioni le cose cambiano totalmente.
    Es estemo: io per indole sono assolutamente contro la violenza , se potessi ti assicuro che eliminerei la pena di morte perche la trovo assurda e inutile.
    ma:
    sono anche abbastanza sicura che se qulcuno cercasse di fare del male ai miei figli potrei uccidere .
    Come vedi le variabili non sono solo per le reazioni degli altri , ma spesso anche nostre..
    Buonissima giornata .

    nb
    nn ti ho mai fatto i complimenti per queste parole che ci porti a tirare fuori da noi , penso che sia il momento ora,
    ora che certamente ti ho confuso ulteriormente con le mie divagazioni sul tema .
    :o)

      AM 29 Ottobre 2012 0:00

      Grazie per l’apprezzamento.
      Sono davvero felice di avere persone come te fra i lettori.
      Aspetto altri eventuali commenti prima di rispondere compiutamente.
      Per ora grazie.
      Arduino

Enrico 29 Ottobre 2012 0:00

Anch’io non so giocare.
Anche se sono stato tanti anni iscritto alla Federazione.
Non so se la strategia e la tattica esistano nella vita. Qualche noto scacchista dice che non esistano negli scacchi.
Comunque, nel tuo schema, se la mossa è al bianco la strategia consiglia di pensare prima a Torre a1-c1, la tattica a Cavallo g3-f5.
Più o meno la stessa cosa per Cavallo g6-e5 e Alfiere e7-f6 per il nero.
Chi sa giocare poi, trova anche mosse migliori.

Saluti

    AM 29 Ottobre 2012 0:00

    Quando ho pubblicato il post non pensavo che qualcuno si sarebbe messo a giocare.
    Ma mi sbagliavo, evidentemente.
    Grazie Enrico e spero che il naso lungo cheti è venuto non sfondi lo schemo del tuo pc.
    A presto leggerti,
    Arduino

sabrina 2 Novembre 2012 0:00

si, so giocare…e mi comporto nella vita precisa precisa come sulla scacchiera (gli scacchi sono molto più di un gioco), per la tattica e la strategia io non so che dire, ma sicuramente questo gioco è un pò il gioco della vita, con rischi e imprevisti (tutto può cambiare con una mossa) perciò bisogna stare molto molto attenti.
a parer mio però, quel cavallo sull’f5 non ce lo metterei sai? la torre invece la sposterei volentieri (gioco sempre in bianco io).

AM 3 Novembre 2012 0:00

I concetti di strategia e tattica sono spesso ignorati ma ancora più spesso confusi fra loro. Ho dato loro una definizione nel glossario (che uso nel mio lavoro quando devo dare di loro una breve descrizione) e che vi propongo:
https://www.tibicon.net/glossario/s/strategia
https://www.tibicon.net/glossario/s/strategia-negoziale
https://www.tibicon.net/glossario/t/tattica-negoziale-teoria-dei-giochi
Senza pretese, forse possono aiutare.
A @Claudia dico che l’analisi delle possibili opzioni aiuta sempre, quale che sia l’ambito, personale o professionale, e mi è difficile pensare che ci siano decisioni non influenzate da persone che vivono a contatto con noi.
Le tua parole, persltro, mi convincono che a scacchi te la caveresti bene: basta vincere la pigrizia.
Quasi quasi ti faccio un dispetto e ti mando un libro :-).
Grazie dei commenti e a presto leggervi,
Arduino

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