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Leadership, vision e motivazione

18 Gennaio 2016 | di Arduino Mancini Fare il (e la) leader, che fatica… - Motivazione e Bisogni

Antoine de Saint-Exupéry

Una delle più diffuse difficoltà che i capi si trovano a gestire in azienda è quella che incontrano nel suscitare in persone con le quali lavorano la motivazione a perseguire gli obiettivi desiderati: in fondo il concetto di leadership è tutto qui.

Perché questa difficoltà? Per quale ragione le persone, invece di “spingere” verso il risultato, sembrano voler essere “trainate”?

Uno strumento poco conosciuto, e poco impiegato, è quello della vision: essa consiste essenzialmente nella rappresentazione di un futuro verosimile e del ruolo che in esso siamo in grado di giocare.

È evidente che la visione di noi stessi in uno scenario futuro può influenzare in modo sostanziale le nostre scelte e la motivazione ad agire.

Come possono i capi impiegare il concetto di vision per suscitare nelle persone la spinta ad agire nella direzione desiderata?

Non è certo questa la sede per una trattazione estesa; mi limiterò a fare un esempio impiegando le parole di Antoine de Saint-Exupéry, scrittore e aviatore:

Se vuoi costruire una barca, non iniziare mettendo insieme del legno, tagliando assi e distribuendo il lavoro, ma risveglia nel cuore degli uomini il desiderio del mare grande e bello.

Cosa ne pensi?

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Commenti
Stefano Marchetto 27 Gennaio 2016 0:00

Ciao Arduino,
mi sono chiesto molte volte, collaborando con i miei responsabili e colleghi, in base agli atteggiamenti sopra descritti.
Per quali motivi non si lavora in modo più spinto a tener vivo il desiderio dei collaboratori a dare sempre il massimo per raggiungere l’obiettivo preposto nella maniera migliore?
E’ sicuramente una cosa non semplice, ma sbagliare il tipo di feedback può compromettere il raggiungimento degli obiettivi e le relazioni tra colleghi e collaboratori.

Cesare 28 Gennaio 2016 0:00

Il problema è che chi non ha visione non può trasmetterla. E troppi dirigenti volano basso, guardano solo ai numeri di un foglio di excel, o ai benefici a breve termine, o solo a giustificare la propria esistenza. Con quelli, è difficile dare il proprio meglio: io da gente così sono scappato (e peccato, perché l’imprenditore invece la visione la aveva, e lavorare direttamente con lui è stato fantastico… ma non le persone per cui alla fine mi sono trovato a lavorare io).

Stefano Marchetto 28 Gennaio 2016 0:00

Ciao Cesare,
hai ragione e purtroppo è così per molte persone presumo.
Non hanno la consapevolezza di come possano con pochi gesti e/o parole demotivare i propri collaboratori.
Peccato perché di gente che farebbe l’opposto ce ne sarebbe molta, ma purtroppo il ruolo che hanno non glielo permette.

AM 28 Gennaio 2016 0:00

@Stefano.
Ti ha risposto @Cesare, con grande perizia direi.
Onorato di avervi qui.
A presto leggervi,
Arduino

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