Una situazione molto più comune di quanto tu possa pensare...
Quando il cervello finisce in libertà… vigilata!
Post rivisto il 30 marzo 2026
Mi è accaduto di negoziare con persone appartenenti ad aziende diverse dalla mia, o di assistere Clienti nella definizione di accordi di varia natura.
Pur manifestando apprezzamento verso le ipotesi di accordo sul tavolo, alcuni restavano titubanti, mentre altri non avevano remore nel manifestare i propri dubbi, ponendosi apertamente alcune domande:
- Il capo sarà d’accordo? Cosa farebbe al mio posto?
- Cosa faccio se non approva la soluzione, come me la cavo?
- Se sbagliassi, come potrei negar ela mia responsabilità?
È evidente che in questi casi l’autonomia di pensiero di chi negozia è ridotta, proprio perché gli ambiti di delega sono nebulosi.
Inoltre, il capo resta allegramente inconsapevole che collaboratori con il cervello in libertà vigilata saranno più
concentrati nell’individuare soluzioni
che egli stesso approverà piuttosto che
la migliore soluzione possibile.
Ma forse, per alcuni, trovare la migliore soluzione possibile non è una priorità, perché
l’ego viene prima!
Cosa ne pensi?
Se ti interessa il tema della delega puoi dare un’occhiata a questi corsi di formazione:
- In aula o a distanza – Impara a delegare con efficacia
- in eLearning – Impara a delegare
Ohimé, Arduino! Ormai da anni qui i manager non sono il libertà vigilata, ma fuori su cauzione!
La priorità è non dispiacere agli americani e non prendere alcuna iniziativa che sia fuori del seminato, anche se il mercato italiano ha ben poco a che vedere con quello americano, con tutte le sofferenze e conseguenze. Ci vuole altro che resilienza per non scoraggiarsi, e alle volte è inevitabile.
Grazie come sempre dei tentativi di rianimazione!
Ada