Chi è un leader? Prima di tutto uno che sa cazziare.

di AM il 4 aprile, 2008

Vuoi fare carriera? Vuoi essere un leader? Allora devi imparare a cazziare la gente.

Come? Gli stili possono essere diversi.

 

C’è lo stile urlato, quello sussurrato che chiude con una lenta espirazione nasale (“sappia che ho una memoria ferrea …), quello che parte con le buone intenzioni (“devo stare calmo, calmo, non lo devo aggredire … stavolta no …”) per poi decollare liberando il meglio di sé (“ma cosa dici … ? ma si può essere più idioti di questo qui?).

 

Il repertorio è vasto.

 

Eppure, se volete essere certi di far capire a qualcuno che il capo siete voi e che l’attivazione dei suoi neuroni prevede il vostro intervento allora dovete, indipendentemente dallo stile, seguire alcune regole auree.

 

Quando cazziare
Quando vi pare, ma solo se sentite di avere il vostro uomo in pugno. È passata una settimana e non ricorda nulla? Fa niente. Certo sta mentendo.

 

Dove
Preferibilmente in pubblico. Tutto sarà più eccitante e sarà chiaro agli spettatori che avete padronanza della situazione e governate la persona a vostro piacimento.

 

Come
15-20 minuti dovrebbero bastare. Non necessariamente dovete lasciargli la parola. Se prova a reagire allora potete alzare la voce fino a coprire la sua. Ricordate bene: uno che ha fatto una fesseria come quella che vi ha fatto saltare i nervi altro non è che un incapace, e come tale va trattato. Per cui continuate pure a ripetere i vostri argomenti a lungo, perché non è certo che capisca dopo 2-3 tentativi.

 

Punti di attenzione
Due in particolare. Prima di tutto la mole: se il vostro collaboratore è grosso/a andateci piano. Poi assicuratevi che sia sostituibile. Se dopo un trattamento quale quello cui lo avete sottoposto non si mette in malattia sarà comunque difficile che possa riacquistare piena funzionalità prima di un paio di settimane.Non so se questa tecnica funziona, ma certo è la più usata.Voi che ne dici?

Se vuoi approfondire il tema del cazziatone puoi trovare interessante un corso e-learning: questo!

{ 11 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

Ami du peuple aprile 7, 2008 alle 09:06

Colgo la nota provocatoria insita nell’articolo.
Un leader dovrebbe saper scegliere i propri collaboratori in modo che non sia assolutamente necessario cazziarli.
Raramente ho visto gente seria arrabbiarsi sul posto di lavoro e distribuire cazziate. E dire che ne ho girati parecchi, come consulente.
Quando avveniva, il protagonista non ci faceva una bella figura …

Buon lavoro

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Anonymous aprile 7, 2008 alle 20:33

Credo che la nota provocatoria sia vera in parte.

Un leader e’ tale se sa cazziare “scientificamente” ma e’ sufficiente che erri in uno solo dei quattro punti esposti (Quando,Dove, Come e Punti di attenzione) che ottiene, di fatto, un risultato antiproducente.
Credo che un vero leader sappia scegliere con oculatezza i suoi collaboratori.
Altrimenti dovrebbe cazziare se’ stesso.

Buon lavoro.
Gorizio.

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Anonymous aprile 8, 2008 alle 11:25

“Credo che un vero leader sappia scegliere con oculatezza i suoi collaboratori”…e nel caso i collaboratori non vengano scelti bensì semplicemente affiancati al leader? Sono fermamente convinto che il cazziare abbia una sua funzionalità mirata ad umentare la produttività del soggetto cazziato effettuando un azione di “problem solving” solo ed esclusivamente se a farlo sia un leader ufficialmente riconosciuto e spalleggiato; in assenza di queste 2 componeneti a mio avviso il cazziatone ad hoc o no che sia rischia di non avere valenza alcuna.

Grazie
Tok@imura

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maury febbraio 13, 2012 alle 17:10

esattamente cosi! non avrei potuto esprimerlo meglio…

Il leader con i suoi collaboratori non può permettersi di essere diverso!

Cazziare ha il suo piacere intrinseco.

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AM febbraio 14, 2012 alle 21:12

Anche a parti invertite?

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Marco novembre 29, 2012 alle 14:44

Io vedo sempre più spesso che il sottoposto è più competente del leader in molte aziende medie, quindi in questo caso cazziare è solamente controproducente…

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gianluca gaggioli aprile 10, 2013 alle 13:10

Ecco per me chi è un leader non uno che sbraita e che cazzia ma ……”Ho avuto ufficiali competenti che, di fronte ad un plotone, non vedevano altro che un plotone, un gruppo di soldati.
Ma ho avuto anche leader che di fronte ad un plotone vedevano 44 individui, ciascuno dei quali aveva aspirazioni e sentimenti, ciascuno dei quali voleva vivere, ciascuno dei quali voleva far bene“ Norman Schwarzkopf

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Stefano Marchetto settembre 4, 2015 alle 13:02

Come hai insegnato tu Arduino, la rabbia non aiuta a migliorare le prestazioni e quindi il “cazziatone demolitivo” mette fuori uso le persone.
Secondo il mio punto di vista bisognerebbe affrontare il problema che si presenta come se si stesse parlando di un argomento o situazione di routine, perché lo sbaglio nel lavoro dovrebbe essere un rischio calcolato.
La mia domanda è: e se fosse il collaboratore a cazziare il suo responsabile con rabbia e urla, il responsabile stesso come dovrebbe comportarsi?

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AM gennaio 18, 2018 alle 00:49

Ciao Stefano, il tuo interessante commento mi era sfuggito, scusami tanto: me ne sono accorto grazie al commento di Giorgia.
Mi chiedi: e se fosse il collaboratore a cazziare il suo responsabile con rabbia e urla, il responsabile stesso come dovrebbe comportarsi?
Se siamo di fronte a una persona che sa fare il supervisore possiamo pensare che si interroghi circa cosa possa aver generato tale comportamento e agire dopo aver accertato lo stato della situazione. Se invece stiamo parlando di una persona attenta soprattutto alla propria immagine, allora l’effetto più probabile e immediato è una lettera di richiamo, senza andare troppo per il sottile.
Grazie e apresto leggerti.
Arduino

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Giorgia gennaio 17, 2018 alle 10:34

Il cazziatone demolitivo è pericolosissimo! Anche il cazziatone deve generare motivazione..
..corso eccezionale! Arduino..

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AM gennaio 18, 2018 alle 00:49

Ciao Giorgia, grazie.
Un piacere leggerti.
Arduino

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