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Cinque domande ad un omofobo

27 Ottobre 2015 | di Arduino Mancini Dimissioni, che problema! - Diversità

storia della filosofia occidentale
Poco tempo fa ho scritto un post nel quale, prendendo spunto da un libro di Amos Oz, sostengo che il pensiero critico possa essere di qualche aiuto nel contrastare il fanatismo.

Leggiamo ora insieme questo passo di Bertrand Russell.

Nell’accavallarsi dei fanatismi in conflitto, una delle poche forze unificatrici è la verità scientifica, con cui intendo indicare l’abitudine di basare le nostre convinzioni su osservazioni e deduzioni tanto impersonali quanto immuni da deformazioni locali e individuali, quanto è possibile a esseri umani.

Avere insistito per l’introduzione di questo principio nella filosofia, e avere trovato un buon metodo con cui tale principio può essere reso fruttuoso sono i meriti principali della scuola filosofica di cui sono membro.

L’abitudine all’accurata veridicità acquistata attraverso la pratica di questo metodo filosofico può essere estesa all’intera sfera delle attività umane, predicendo una diminuzione del fanatismo e una accresciuta capacità di reciproca simpatia e comprensione. (Storia della filosofia occidentale)

Il filosofo gallese propugnava la filosofia analitica, cioé l’uso della logica nell’indagine filosofica, e pensava che la spiegazione di un fatto o di un fenomeno in relazione al rapporto di interdipendenza fra gli elementi che lo costituiscono ci avrebbe aiutato a portare la conoscenza delle cose al di fuori della sfera strettamente individuale, guardandole con un’oggettività “possibile a esseri umani”.

Per quale ragione?

Come ho avuto modo di scrivere nel mio glossario, il fanatismo rappresenta l’adesione incondizionata a una fede o una corrente di pensiero, o l’interesse ossessivo per una disciplina o una persona (ad esempio un leader politico), che arriva ad annullare qualunque forma di obiettività.

Ora, immaginiamo di avere di fronte un diffuso tipo di fanatico, ad esempio una persona omofoba, che prova cioè un’avversione irrazionale nei confronti di persone omosessuali, bisessuali e transessuali.

Come applicare la strategia di Russell nel contrastare l’omofobia?
Ecco alcune domande che potremmo porre a un omofobo:

  1. come definiresti l’omosessualità?
  2. da cosa ha origine?
  3. quali pensi siano le conseguenze dell’omosessualità sulla qualità della vita delle persone eterosessuali?
  4. cosa faresti se un amico fraterno si scoprisse omosessuale e te lo confidasse?
  5. cosa consiglieresti di fare a un amico che scoprisse di avere un figlio omosessuale?

Come vedi, non dobbiamo trasformarci in filosofi ma costruire domande capaci di aiutare le persone ad acquisire consapevolezza delle proprie convinzioni, sollecitandole a costruire argomentazioni credibili e convincenti, come il pensiero critico suggerisce.

Le domande che ho formulato hanno il pregio di mettere alla prova la conoscenza del fenomeno da parte della persona interessata e di avvicinarlo alla sua sfera personale ed emotiva, pur evitando il rischio di un rigetto della riflessione che un diretto coinvolgimento, strettamente personale, potrebbe causare.

E sono convinto che, se applicate in modo esteso, potrebbero portare a buoni risultati.

Tu cosa ne pensi?

 

Se vuoi sapere di più circa la costruzione delle domande fai clic qui.
Se sei interessato alle opere di Bertrand Russell segui questo collegamento.

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Commenti
Cesare 11 Novembre 2015 0:00

Temo di non condividere il tuo ottimismo: L’omofobo, o qualunque altro fanatico, trova sempre il modo di giustificare il proprio credo e il proprio operato con quelli che a lui sembra che siano dati oggettivi.

AM 12 Novembre 2015 0:00

Vero, l’ottusità è dura da sconfiggere.
Ma io credo che questa sia fra le poche strade percorribili e non la mollo.
A presto leggerti,
Arduino

Roberto 25 Aprile 2017 0:00

Il problema, a mio avviso, nel ragionamento dell’articolo, che tra l’altro condivido, è proprio che si tratta di un ragionamento.
Mi spiego: una persona fanatica lo diviene esattamente perché ha rinunciato a ragionare, abbracciando tout court una ideologia preconfezionata ad uso e consumo. Non per niente la gran quantità di copia ed incolla di questo mondo ingolfato di nozioni ed illazioni (faccio fatica a definire informazioni ciò che traborda nel web) fanno diffondere come un’epidemia i vari sentore comuni che si autocelebrano e sono il brodo di coltura dei più vari fanatismi. In definitiva il difficile è chiedere a colui che ha dimenticato persino di averlo un cervello.

AM 25 Aprile 2017 0:00

Il punto Roberto, è non stancarsi di fare domande. Le quali sono come la goccia: prima o poi fanno il buco.
Grazie del commento e a presto leggerti.
Arduino

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