Sono la stessa cosa? Non proprio… e in questo post ti spiego perché!
Manager e Leader: che differenza c’è, davvero?
Manager e Leader sono termini spesso usati come sinonimi, ma non lo sono. E confonderli può portare in azienda a errori nella progettazione dei ruoli, nello sviluppo delle persone e addirittura nella gestione dell’organizzazione.
Il tema è emerso di recente in una discussione con una Cliente che voleva avviare un percorso di coaching per manager di nuova nomina, intitolandolo Percorso di coaching per lo sviluppo della leadership. Nella conversazione è apparso subito chiaro che, facendo riferimento ai due termini, stavamo immaginando obiettivi e contenuti molto diversi.
Da qui nasce questo articolo: non una dissertazione teorica, ma una riflessione pratica nelle differenze tra Management e Leadership, che mi auguro che possa utile sia a chi lavora nelle organizzazioni sia a chi progetta percorsi di formazione.
Che cos’è il Management?
Il termine individua due concetti base:
- Da un lato indica l’insieme di processi, attività e progetti che permettono all’organizzazione di funzionare e produrre risultati;
- Dall’altro indica le persone chiamate a governare Funzioni come Produzione, Marketing, Vendite, Amministrazione, Risorse Umane. Chi ha responsabilità di Management ha il compito di gestire la macchina organizzativa, garantendo continuità, efficienza, efficacia e risultati.
Nella pratica, questo significa lavorare su alcuni fattori chiave:
- responsabilità dei risultati, qualità delle prestazioni e delega;
- organizzazione delle Funzioni e dei processi relativi;
- disponibilità e sviluppo di conoscenze e competenze che garantiscono vantaggio competitivo;
- pianificazione di strategie, attività e progetti;
- controllo economico, amministrativo e finanziario.
Ora, prima di parlare di Leadership è necessario introdurre un concetto fondamentale: quello della vision.
Che cos’è la vision?
La vision descrive ciò che un’organizzazione vuole essere o rappresentare, oggi e soprattutto in futuro. Non è uno slogan: è qualcosa che tiene insieme strategia, valori e identità.
Quando la vision organizzativa dialoga con quella individuale, le persone non si limitano a eseguire: si sentono parte di un disegno, riconoscono un senso in quello che fanno e contribuiscono con coinvolgimento.
Definire una vision è cosa complessa e mai immediata. Basti pensare a quanto sia difficile rispondere, anche sul piano personale, a una domanda semplice solo in apparenza: quale persona voglio essere, oggi e in futuro, per me e per le persone che mi vivono accanto?
Che cos’è la leadership?
La leadership è la capacità di condurre le persone verso un futuro verosimile, che scaturisce da una vision desiderabile. Non si limita a gestire ciò che esiste: mobilita le energie necessarie e realizzare un cambiamento.
Il o la Leader diventa punto di riferimento quando riesce a generare fiducia, significato e disponibilità a muoversi in una direzione non ancora pienamente realizzata.
In sintesi, la leadership agisce su tre leve:
- sviluppare una vision per il futuro;
- allineare le persone intorno a quella direzione;
- sostenere motivazione, coraggio e perseveranza di fronte agli ostacoli.
Manager e Leader: qual è la differenza, alla fine?
La differenza non è semantica: è operativa.
Il o la Manager fa funzionare la macchina:
- definisce piani e obiettivi;
- gestisce risorse, processi, progetti;
- verifica, adegua le azioni e persegue risultati.
Il o la Leader orienta la macchina verso ciò che ancora non esiste:
- costruisce una vision credibile;
- comunica la vision stessa e allinea le persone;
- mobilita le energie necessarie ad affrontare e realizzare il cambiamento.
Per questo le due figure sono diverse ma complementari:
- Il o la Manager riduce l’incertezza: agisce su processi, risorse, efficienza, stabilità e risultati di breve-medio periodo.
- Il o la Leader affronta l’incertezza: lavora su vision, valori, significato, allineamento, energia e cambiamento anche nel lungo periodo.
Per quanto riguarda la preparazione specifica nella gestione del ruolo, è importante considerare che:
- Il o la Manager deve essere in possesso di conoscenze e competenze che servono a far funzionare la macchina;
- Per il o la Leader le conoscenze tecniche sono meno importanti, mentre sono cruciali sono la capacità di definire una vision efficace, la comprensione delle dinamiche del cambiamento e l’individuazione dei driver per generarlo.
Le trappole da evitare
La confusione tra management e leadership produce almeno tre rischi concreti:
- definire Leader persone che in realtà stanno svolgendo un ruolo di supervisione tecnica o gestionale;
- progettare percorsi di leadership per persone che avrebbero bisogno di rafforzare prioritariamente responsabilità, performance, delega e gestione dei processi;
- disegnare ruoli poco chiari, senza distinguere se la priorità sia far funzionare meglio il presente o contribuire a costruire il futuro.
Naturalmente non c’è un meglio o un peggio.
Management e Leadership rispondono a bisogni diversi dell’organizzazione: il primo dà solidità al presente, la seconda apre possibilità per il futuro.
Una riflessione finale
Chi si occupa di coaching e formazione lo sa bene: i percorsi dedicati allo sviluppo della leadership sono più richiesti, più desiderati e talvolta più valorizzati economicamente rispetto a quelli focalizzati sul management.
Forse perché la parola Leadership porta con sé un fascino particolare: richiama influenza, carisma, visione, capacità di farsi seguire.
Ma proprio per questo vale la pena essere più precisi: sviluppare leadership non significa imparare a farsi obbedire, significa piuttosto assumersi la responsabilità di costruire una vision credibile e creare le condizioni perché altri scelgano di condividerla.
E allora la domanda, se il fine è quello di sviluppare Leadership la domanda non è “Come posso diventare più carismatico?”.
La domanda utile è invece: “Quale visione del futuro sono in grado di costruire, nella quale gli altri possano riconoscersi?”.
Per niente elementare.
Tu cosa ne pensi?
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